venerdì 3 aprile 2015

Casa, dolce, casa

Arriva uno dei periodi dell'anno in cui si fa più fitta la mia presenza fra le mura domestiche. Il che significherebbe poter godere appieno dell'abilità culinaria di Madre senza dover spignattare, contrariamente a quanto avviene quando sono fuori sede, dove il range di azioni necessarie a procacciarmi un pasto è ben limitato all'ABC - Aprire, Bollire, Condire. Vacanza in famiglia uguale "siediti a tavola che è pronto", minimo sforzo e massima resa.

In teoria.

Ora che Madre è al corrente della deriva sòscial di questo esperimento di cronaca delle mie pietanze, ha deciso che anche a lei piacerebbe testare che cosa mi diverto a preparare per sfamarmi e che quindi qualche volta può benissimo deporre lo scettro della cucina per sedersi comodamente a tavola e farsi servire.

Non che la cosa mi dispiaccia, però sento sempre un brivido di tensione che mi scorre sulla schiena. È il terrore del giudizio dello chef che stimo di più; so che sarà comunque clemente, ma di fronte al Guru una figuraccia equivarrebbe a una profondissima sconfitta. Già è capitato, qualche anno fa, che lei rientrasse in casa dopo che avevo usato il forno, e le prime parole uscite dalla sua bocca non sono state "Che buon profumo!" ma "Sa gh'èt brüsàat?!" ("A cosa hai accidentalmente dato fuoco, figliolo?").

Comunque, oggi me la sono sentita di ritentare. E ho voluto strafare. <Ho deciso, perciò, di riprendere in mano una delle ricette che ho testato per la prima volta la scorsa settimana in collegio (per un'iniziativa di cui magari vi parlo nel prossimo post) e di proporla pari pari al mio ridotto pubblico casalingo dai gusti difficili - il Signor Padre che si è scoperto vegetariano ma continua ad odiare la maggior parte dei frutti e delle verdure.

Di cosa parliamo oggi?

L'unica differenza con la foto fatta in collegio è che questi sono resistiti un po' di più.
Stringulapréc al gorgonzola
che ho cercato su diversi siti del web ma non ho trovato da nessuna parte.

Pare che siano un piatto bresciano. Mi sono documentato e non ho trovato nulla in proposito. La scorsa settimana, quando ho testato per la prima volta il piatto, ho chiesto consigli all'amico bresciano DS che aveva suggerito la ricetta, ma la sua esperienza in cucina si limita all'azione mandibolare, quindi ho deciso di adattare il tutto al mio personalissimo gusto. Il primo esperimento è stato valutato "Meh", questo già è andato meglio.

Sostanzialmente sono gnocchetti di spinaci, ma magari vi do un elenco più dettagliato di Ingredienti:
500 g di spinaci, farina, pan grattato, formaggio grattugiato, un uovo; gorgonzola e panna per il condimento. Le proporzioni per farina, pane e formaggio sono abbastanza libere, vedremo come valutarle in seguito.

La componente di pigrizia che mi contraddistingue mi ha portato ad utilizzare degli spinaci surgelati, che ho fatto bollire in acqua salata per una decina di minuti prima di metterli a scolare per usarli nella preparazione dell'impasto. Gli spinaci bollenti sono intrattabili, quindi per evitare di ustionarmi le mani (come peraltro ho fatto nel primo esperimento della ricetta), ho preferito lasciarli riposare per un po' nel lavello.

Però, nell'attesa, mi è caduto l'occhio sul cesto pasquale di frutta donato al Signor Padre dai collaboratori al lavoro, pieno zeppo di frutti di bosco, coi quali si sarebbe potuto fare qualcosa di interessa...

Ops.
Cheesecake ai frutti di bosco
cioè una banalissima cheesecake ma con i frutti di bosco on top.

Eeeh niente, tanto ormai con le cheesecake sono pratico, potrei citare gli ingredienti a memoria che tanto me li ricordo - anche con le dosi:
250 g di biscotti secchi, 120 g di burro, 250 g di ricotta e 250 g di mascarpone, 7 cucchiai di zucchero e uno di farina, 2 uova; un vasetto di marmellata, frutti di bosco.

Non c'è nemmeno bisogno di impastare, si va di mixer e frullatore e ti passa la paura. Via con i biscotti nel mixer, tritati finemente e amalgamati con il burro fuso. Si fa un composto omogeneo, si fodera il fondo della tortiera e si comincia a preparare la crema.

Nel frullatore capiente si mette tutto il resto degli ingredienti: mascarpone e ricotta, zucchero, uova e farina. Si amalgama il tutto fino ad ottenere una crema omogenea, anche in questo caso, la si spalma sulla base che abbiamo preparato prima e si mette il tutto in forno.
Eh, già: la faccio in forno. Il mondo della cheesecake si divide in due scuole di pensiero: la calda e la fredda. Io mi sono sempre trovato bene con la calda, perciò vi descrivo questo procedimento. Forno caldo a 180 °C, quando è in temperatura si inforna la torta e la si lascia cuocere per una mezz'oretta scarsa, fino a quando non è bella gonfia e dorata. Dopodiché la si estrae e prima di decorarla la si lascia per un po' di tempo a raffredda... gli spinaci!

(Apprezzate lo stream of consciousness.)

Giusto, a questo punto gli spinaci sono tiepidi e lavorabili. Li mettiamo in un recipiente capiente per lavorarli con l'uovo, un cucchiaio di farina, un cucchiaio di pan grattato e tre o quattro cucchiaiate di formaggio grattugiato. Ho scelto di abbondare col formaggio perché il mio Signor Padre detesta un sapore di spinacio troppo marcato, sicché speravo di mitigarglielo col grana. L'importante è che il composto sia compatto e modellabile, poi aggiustatelo a piacere - e assaggiatelo! Il vocione cracco della mia coscienza mi ricorda di assaggiare sempre tutto, anche l'acqua in cui faccio bollire la pasta.

Si amalgama tutto per bene, dopodiché si realizzano degli gnocchetti a forma di piccole palline, grandi quanto il palmo della mano. Per dare un briciolo di compattezza in più ed evitare che si sfaldassero in cottura, ho girato le palline in un piatto di farina alla fine della lavorazione, ricoprendoli con un velo bianco sottile.

E basta, lo stringulapréc (la "c" finale è dolce, come in "ciliegia") in sé è fatto. Una volta che sono tutti pronti, li si butta a cuocere in abbondante acqua salata e si aspetta che risalgano a galla. Quando risalgono, si scolano al volo e si condiscono, come gli gnocchi.

Per condirli ho fatto fondere il gorgonzola in un pentolino con un indizio di burro, e ho assicurato un'adeguata cremosità con la panna da cucina.

Risultato ottimale su entrambi i fronti. Stavolta Madre ha detto davvero "Che buon profumo!" entrando in casa, e posso annoverarla nel ristretto elenco delle mie soddisfazioni personali. Anche il Signor Padre non si è lamentato dell'eccessiva spinaciosità della pasta ma l'ha apprezzata. O almeno, così mi ha detto.

Poi, finito il pranzo, ho decorato la cheesecake con la marmellata, i frutti di bosco e delle guarnizioni di cioccolato fondente che avevo preparato a parte perché sono un piacerusu.

Praticamente un pasto completo. Alla faccia del magro e digiuno.
Bon appétit!