A casa è successo l'impensabile da quando il mio Signor Padre - che mi diverto a chiamare in questo modo ossequioso e retró - ha deciso di rinunciare ai piaceri della carne. Ai fini della chiarezza preciso che non si è dato all'astinenza sessuale ma al vegetarianesimo. La scelta è responsabile e condivisibile anche se, al momento, non mi sento di seguirlo in questa sua avventura.
DISCLAIMER: AMICI VEGETARIANI, VI VOGLIO BENE, RISPETTO LA VOSTRA SCELTA E NON HO NULLA IN CONTRARIO A VOI O ALLE VOSTRE IDEE CHE, RIPETO, TROVO CONDIVISIBILI. Magari un giorno diventerò vegetariano anch'io, così come magari un giorno vincerò un disco di platino o camminerò sulla luna, insomma, tutto può succedere; però, per il momento, è ancora troppo presto.
Oltretutto, il mio Signor Padre si può considerare un vegetariano atipico perché è disgustato dalla maggior parte della frutta e della verdura esistente, quindi mi chiedo come stia facendo a mantenere saldo questo proposito. (Con tanta forza di volontà, forse. O con un salame nascosto nel comodino.) Comunque, in famiglia l'abbiamo presa bene. Così bene che di tanto in tanto ci dedichiamo all'antica e nobile arte dello sfottò.
| Anche il Signor Padre la prende bene. |
La vita del
Quindi, di cosa parliamo oggi?
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| Come nelle migliori osterie di una volta. Manca solo la tovaglia a quadrettoni. |
