giovedì 15 gennaio 2015

Riscoprire i classici

Non sempre le cose belle sono le più recenti o quelle inventate sul momento. Capita qualche volta che anche dal passato più o meno remoto si possa recuperare qualcosa di notevole. Non si spiegherebbe altrimenti perché ascoltiamo ancora Vivaldi, o apprezziamo Giotto, o rileggiamo il Decameron o altri grandi classici della letteratura. Datemi cinque minuti per la consueta digressione e poi parliamo di cibo. Stavolta c'è pure una ricetta.

Il grande classico che mi è capitato sotto mano, dopo averlo ricercato per un sacco di tempo (e non ringrazierò mai abbastanza EB per avermene fatto dono), si chiama "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", scritto dal Signor Pellegrino Artusi, che mi immagino - e l'iconografia me ne dà conferma - come un signorotto bonaccione dal sorriso simpatico nonché appassionato di buona cucina. Il classico in questione è stato stampato per la prima volta nel 1891, a spese dell'autore che si vedeva costantemente rifiutato dalle case editrici a cui inviava il proprio manoscritto. Si vede che all'epoca non era ancora troppo in voga la manualistica culinaria; provate ora voi ad entrare in una qualsiasi libreria senza essere assaliti dai sorrisi ammiccanti e dai vassoi protesi di una Benedetta, di un Carlo o di un Gordon e mi saprete dire.
"La scienza in cucina" parla di esperimenti, parla di rigore, parla di metodo scientifico, e da sedicente fisico non potevo non apprezzare questi aspetti. Esperimenti perché tutte le ricette descritte sono state provate in prima persona, rigore perché ogni ingrediente è dosato con precisione e ogni passaggio descritto nel dettaglio, metodo scientifico perché partendo dalla teoria si passa alla pratica e in base ai risultati si decide se accettare le premesse o modificarle per ritentare nuovi esperimenti.
In più, il tutto è condito da spaccati di vita tardo ottocentesca di un'Italia reduce dalla propria unificazione, da una narrazione accattivante che mescola alla mera descrizione del piatto anche alcune digressioni personali e da un sano senso dell'umorismo genuino ed elegante. Tutto questo rende il manuale dell'Artusi una lettura gustosissima a più di cent'anni dalla sua edizione originale.

Accantonato l'angolo della critica letteraria, provate a immaginare da dove ho preso spunto per il piatto di ieri sera.

Di cosa parliamo oggi?


Madre: "L'aspetto non è granché, spero fosse buono". Segue emoticon che manda un bacino.

domenica 11 gennaio 2015

L'ultima prima volta

Un blog di cucina che non dà ricette come potrebbe essere classificato?
Innanzitutto dichiarando espressamente questo aspetto nel sottotitolo del blog, sostituendo il precedente. 
Proviamo a chiamarlo esperimento creativo. Qualcosa che spinge ad andare fuori dall'ordinario per tentare una via espressiva non ancora sfruttata su grande scala.
Un po' come provare a fare le cose che non avevi mai fatto prima.

Concedetemi la digressione, vi rubo solo un paragrafo.
C'era questo sito, che si chiamava CriticalCity Upload - ma gli amici lo chiamavano CCU (cicci-ù), gioco creativo di missioni urbane, da svolgere preferibilmente outdoor per portare un briciolo di pazzia nella vita di tutti i giorni di tutte le persone.
L'avevo scoperto per caso due anni fa, correndo di notte per le strade di Milano, ed è stato amore a prima vista. Ma non solo amore.
CCU è stato divertimento, video stupidi, amicizie, birre, incontri, missioni, travestimenti, scherzi, canzoni, commozione. Ha portato me - e tanti altri - in trasferta, sugli alberi, sott'acqua, sulle balle di fieno, in Sicilia (me), in Basilicata (tanti altri). Ci ha fatto cantare, fare colazione, suonare, intrattenere, protestare, riflettere, agire, cambiare. Siamo cambiati noi che ci giocavamo e siamo stati cambiati dalle persone con cui abbiamo giocato. E non importa se il mondo sembra ancora quello di prima, il nostro piccolo mondo - il piccolo mondo di ciascuno di noi - è cambiato in modo più o meno radicale.
Per chi fosse curioso di sapere come si svolgeva questa piccola rivoluzione, tutto questo sarà visibile, a tempo debito, sul sito http://criticalcity.org in cui saranno archiviate le esperienze degli ultimi quattro anni. Però, perché "a tempo debito"?
Come tutte le cose belle, CCU ha avuto una fine. Ieri. L'ultimo posto dove ha portato me e tanti altri è stata la Collina dei Ciliegi, a Milano, dove gli ultimi giocatori hanno completato l'ultima missione (in termini di tempo) librando nell'aria del tramonto milanese lanterne di carta con i loro messaggi, in un florilegio di sorrisi e lacrime, prima di invadere il quartier generale ed assistere allo shutdown del sito.
Aspettiamo due settimane per vedere che ne sarà di lui.

Qui ci si potrebbe chiedere cosa c'entra la chiusura di un sito di giochi con le ricette. Presto detto: siccome il motto del sito era "Il gioco che ti fa fare le cose che non avevi mai fatto prima" e non avevo nessuna precedente esperienza con il pesce al cartoccio, il collegamento è stato abbastanza immediato.
Poi tutta la faccenda è successa ieri, quindi avevo ancora la mente sul pezzo.
E comunque avevo deciso a priori che in questo post ne avrei parlato, dovevo solo trovare un pretesto.

Perciò, di cosa parliamo oggi?


Madre: "E l'hai mangiata tutta da solo?"

lunedì 5 gennaio 2015

Ridotto ma non troppo...

Manca la doverosa premessa su che cos'è questo blog, cercherò di riassumerlo in dieci parole per rimanere ridotto come il tema del post.
Cos'è #mammastaiserena?
"Resoconti culinari per tranquillizzare madre sulla mia alimentazione fuori casa."

A dirla tutta, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno. In primis, perché mamma non è una genitrice apprensiva - alle volte è l'esatto opposto - soprattutto dopo i miei ultimi nove anni da studente fuori sede che l'hanno definitivamente vaccinata contro l'apprensione; in più, perché in questi nove anni non sono mai tornato deperito o emaciato, sicché non ha mai avuto modo di temere la mia malnutrizione; infine, perché non è una di quelle matrone "vecchio stampo" che rimpinzano i figli come tacchini da arrostire, la sua cucina è sempre stata moderata nelle dosi - moderata, sì, ma mai scarsa.
Quindi, in sostanza, madre non ha alcun bisogno di essere rasserenata, ma ormai il titolo del blog era deciso. Le parlai della cosa ed elegantemente mi rispose: "...e alùura gh'éera pròpria bisögn de metìime in méza?" ("...dunque si rendeva realmente ed inevitabilmente necessario coinvolgermi in questa faccenda?").

No, gh'éera mìia bisögn. La vera motivazione per la nascita del blog è la seguente. L'hashtag #mammastaiserena nasceva come scherzo per accompagnare le foto di esperimenti culinari pubblicate sul mio profilo facebook. Talvolta le foto ricevevano apprezzamenti di persone curiose che volevano dettagli sulle ricette, consigli, confronto. La sezione "Commenti" delle fotografie mi dava l'idea di un posto troppo striminzito per potersi dilungare a raccontare tutto quanto. Ho deciso di farlo qui, per concedere qualche riga in più alle divagazioni a discapito della cucina. Perciò, se avete tempo per leggere qualche riga, siete i benvenuti; altrimenti potete tranquillamente accontentarvi della fotografia e siamo tutti felici.

Di cosa parliamo oggi?

L'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto.