lunedì 5 gennaio 2015

Ridotto ma non troppo...

Manca la doverosa premessa su che cos'è questo blog, cercherò di riassumerlo in dieci parole per rimanere ridotto come il tema del post.
Cos'è #mammastaiserena?
"Resoconti culinari per tranquillizzare madre sulla mia alimentazione fuori casa."

A dirla tutta, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno. In primis, perché mamma non è una genitrice apprensiva - alle volte è l'esatto opposto - soprattutto dopo i miei ultimi nove anni da studente fuori sede che l'hanno definitivamente vaccinata contro l'apprensione; in più, perché in questi nove anni non sono mai tornato deperito o emaciato, sicché non ha mai avuto modo di temere la mia malnutrizione; infine, perché non è una di quelle matrone "vecchio stampo" che rimpinzano i figli come tacchini da arrostire, la sua cucina è sempre stata moderata nelle dosi - moderata, sì, ma mai scarsa.
Quindi, in sostanza, madre non ha alcun bisogno di essere rasserenata, ma ormai il titolo del blog era deciso. Le parlai della cosa ed elegantemente mi rispose: "...e alùura gh'éera pròpria bisögn de metìime in méza?" ("...dunque si rendeva realmente ed inevitabilmente necessario coinvolgermi in questa faccenda?").

No, gh'éera mìia bisögn. La vera motivazione per la nascita del blog è la seguente. L'hashtag #mammastaiserena nasceva come scherzo per accompagnare le foto di esperimenti culinari pubblicate sul mio profilo facebook. Talvolta le foto ricevevano apprezzamenti di persone curiose che volevano dettagli sulle ricette, consigli, confronto. La sezione "Commenti" delle fotografie mi dava l'idea di un posto troppo striminzito per potersi dilungare a raccontare tutto quanto. Ho deciso di farlo qui, per concedere qualche riga in più alle divagazioni a discapito della cucina. Perciò, se avete tempo per leggere qualche riga, siete i benvenuti; altrimenti potete tranquillamente accontentarvi della fotografia e siamo tutti felici.

Di cosa parliamo oggi?

L'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto.

Tagliata di manzo con riduzione di aceto balsamico

però senza parlare della tagliata di manzo.
Seriamente, c'è davvero bisogno di una ricetta per preparare una tagliata? Consigli, magari, ma non una ricetta. Non ne vedrei seriamente il bisogno...

Ingredienti: Filetto di manzo, olio, sale e pepe.
Procedimento: Cuocete il manzo a piacere. Condite a piacere.

...capite? Sarebbe avvilente.
Poi c'è chi vi dice di preparare la griglia ben calda, chi cosparge di sale grosso la griglia, chi usa un coltello ben affilato ma non seghettato per tagliare la carne in fette estremamente sottili... questi sono consigli, come dicevo prima, e non mi sento ancora così cracco da sfoggiare il mio scarso know-how in materia.
Per condire a piacere, però, si può sperimentare qualcosa di diverso. L'ho fatto oggi, approfittando dell'assenza dei parenti a casa (in fuga romantica presso una località sconosciuta) per sperimentare la riduzione di aceto balsamico.

(L'aceto balsamico dà il perfetto tocco di IGP nei pacchi natalizi. L'armadietto dei condimenti, in casa, dall'inizio di dicembre si prepara alle invasioni balsamiche di boccette che attendono, a volte anche per mesi, fini gloriose in condimenti per insalate.)

Anche qui non ci sarebbe proprio bisogno di una ricetta, però magari mi dilungo un po' di più nel procedimento.
Versate l'aceto balsamico in un pentolino, posto su una fiamma molto bassa. Potete anche aggiungere aromi per arricchire il sapore - oggi ho tentato con le bacche di ginepro, qualche grano di pepe verde che accompagnasse la tagliata e giusto una spolverata di cannella perché-sì. Lasciate scaldare l'aceto fino a quando non si sarà ridotto di volume (non ci vuole troppa fantasia per immaginare perché si chiami riduzione), acquistando densità. Un fisico vi direbbe "perché evaporano l'acqua e l'alcool che lo compongono", voi dategli uno zuccherino per zittirlo. Un assaggiatore vi direbbe che così viene eliminato l'acido dell'aceto ed enfatizzata la componente dolce del balsamico, se vi avanza date uno zuccherino anche a lui. Un annusatore vi direbbe di stare lontano dai fumi dell'evaporazione perché olfattivamente sono molto penetranti - e infatti ho ancora il naso stappato.
Basta così. Una volta che il composto ha raggiunto la densità che preferite, levatelo dal fuoco e lasciatelo riposare. Preparate la tagliata e versate la riduzione. Poi subito a mangiare che sennò si fredda.
(Oh, sì, e l'ho messa su un letto di verza e cavolo perché non avevo altre insalate su cui impiattare.)
Bon appétit.

Concorso per i lettori! Usate la decorazione di aceto sul piatto come test delle macchie di Rorschach! L'interprete più creativo vincerà una boccetta di aceto balsamico (che tanto ne ho una quindicina) o un soggiorno di due settimane nel suo istituto di igiene mentale preferito!

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