Innanzitutto dichiarando espressamente questo aspetto nel sottotitolo del blog, sostituendo il precedente.
Proviamo a chiamarlo esperimento creativo. Qualcosa che spinge ad andare fuori dall'ordinario per tentare una via espressiva non ancora sfruttata su grande scala.
Un po' come provare a fare le cose che non avevi mai fatto prima.
Concedetemi la digressione, vi rubo solo un paragrafo.
C'era questo sito, che si chiamava CriticalCity Upload - ma gli amici lo chiamavano CCU (cicci-ù), gioco creativo di missioni urbane, da svolgere preferibilmente outdoor per portare un briciolo di pazzia nella vita di tutti i giorni di tutte le persone.
L'avevo scoperto per caso due anni fa, correndo di notte per le strade di Milano, ed è stato amore a prima vista. Ma non solo amore.
CCU è stato divertimento, video stupidi, amicizie, birre, incontri, missioni, travestimenti, scherzi, canzoni, commozione. Ha portato me - e tanti altri - in trasferta, sugli alberi, sott'acqua, sulle balle di fieno, in Sicilia (me), in Basilicata (tanti altri). Ci ha fatto cantare, fare colazione, suonare, intrattenere, protestare, riflettere, agire, cambiare. Siamo cambiati noi che ci giocavamo e siamo stati cambiati dalle persone con cui abbiamo giocato. E non importa se il mondo sembra ancora quello di prima, il nostro piccolo mondo - il piccolo mondo di ciascuno di noi - è cambiato in modo più o meno radicale.
Per chi fosse curioso di sapere come si svolgeva questa piccola rivoluzione, tutto questo sarà visibile, a tempo debito, sul sito http://criticalcity.org in cui saranno archiviate le esperienze degli ultimi quattro anni. Però, perché "a tempo debito"?
Come tutte le cose belle, CCU ha avuto una fine. Ieri. L'ultimo posto dove ha portato me e tanti altri è stata la Collina dei Ciliegi, a Milano, dove gli ultimi giocatori hanno completato l'ultima missione (in termini di tempo) librando nell'aria del tramonto milanese lanterne di carta con i loro messaggi, in un florilegio di sorrisi e lacrime, prima di invadere il quartier generale ed assistere allo shutdown del sito.
Aspettiamo due settimane per vedere che ne sarà di lui.
Qui ci si potrebbe chiedere cosa c'entra la chiusura di un sito di giochi con le ricette. Presto detto: siccome il motto del sito era "Il gioco che ti fa fare le cose che non avevi mai fatto prima" e non avevo nessuna precedente esperienza con il pesce al cartoccio, il collegamento è stato abbastanza immediato.
Poi tutta la faccenda è successa ieri, quindi avevo ancora la mente sul pezzo.
E comunque avevo deciso a priori che in questo post ne avrei parlato, dovevo solo trovare un pretesto.
Perciò, di cosa parliamo oggi?
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| Madre: "E l'hai mangiata tutta da solo?" |
Trota salmonata al cartoccio su letto di pomodorini
perché durante la preparazione si era deciso che il letto di pomodorini sarebbe stato nel titolo della ricetta. "Si è deciso" perché anche AD mi ha aiutato a preparare il piatto e a fare onore alla cucina. Anch'io ho reso onore alla sua insalata di patate e senape che troneggia sullo sfondo, "ma quella è un'altra storia, e la si dovrà raccontare un'altra volta".
Se non avete saltato il preambolo (ed era difficile, visto che stava tutto scritto nelle prime due righe), su questo blog non trovate né ricette dettagliate né procedimenti precisi. Ho scritto l'ultima volta che non mi sento adeguatamente cracco per pontificare dal pulpito della cucina, ma lo ripeto perché mi piace usare la parola "cracco" come aggettivo. Qui vi dico solo come ho fatto in modo che possiate capire vagamente il procedimento e magari darmi anche qualche consiglio, che imparare qualcosa di nuovo è sempre un piacere.
A volte bisogna adattarsi e improvvisare, perché non sempre la vita ti dà quello che vuoi. Contate che avrei voluto fare un'orata al sale ma al supermercato erano finite le orate e ho ripiegato su questa.
Un breve elenco di quello che ho utilizzato, che in genere quelli più precisi di me chiamano Ingredienti:
Una trota salmonata, rosmarino, timo, limone, vino bianco, pomodorini, olio.
Mancano le dosi, perché - come la volta scorsa - tutto si basa sul gusto di chi cucina, o di chi dovrà mangiare poi, sull'appetito (che potrebbe influire sulle dimensioni della trota), su particolari esigenze alimentari dei commensali (magari allergie, ovviamente chi non può mangiare pesce ha sbagliato ricetta) e su tanti altri fattori.
Grazie al cielo la trota salmonata era già pulita, ho potuto evitare la fatica di sviscerarla e squamarla. Ecco questa è un'interessante aggiunta all'elenco delle "cose che non ho mai fatto". Non sono un patito della cucina ittica, ma quando si tratta di mangiare partecipo sempre molto volentieri.
La preparazione è estremamente semplice. La prima mossa è accendere il forno, una temperatura di 175 °C è già sufficiente. Tutto quello che ho fatto, in sostanza, è stato infilare gli aromi nel ventre aperto del pesce; ho scelto un rametto di rosmarino e uno di timo (sotto), li ho coperti con qualche fetta di limone e prima di richiudere la bestia ho inserito un altro rametto di rosmarino e uno di timo (sopra). Chiaramente gli aromi vanno a piacere, quindi sbizzarritevi pure senza problemi, non sarò di certo io a sgridarvi.
Rassettato alla bell'e meglio l'animale, ho preso una teglia su cui ho posizionato un foglio di alluminio abbastanza lungo, ci ho adagiato sopra i pomodorini tagliati a spicchi e ho posizionato il pesce sopra i pomodorini. Ho irrorato il tutto con un filo d'olio extravergine, una spruzzata di vino bianco e qualche goccia di succo di limone. A posteriori vi dirò che il limone potevo anche evitarmelo, il gusto alla fine è rimasto prevalentemente acido, ritenterò e vi saprò dire.
Ho preso i lembi esterni del foglio di alluminio e li ho usati per chiuderlo intorno alla trota, con la precauzione di lasciare il cartoccio abbastanza largo. A questo punto il tutto è pronto per essere abbandonato nel forno che abbiamo acceso prima - o un altro, basta che sia in temperatura. in 20' dovrebbe essere sicuramente pronto, magari dopo il primo quarto d'ora controllate a che punto è.
Sfornatela e mangiatela calda o tiepida, ovviamente dopo averla scartocciata e pulita.
Bon appétit!
Concorso per i lettori! Scrivete nei commenti una ricetta che non avete mai fatto, o perché oggettivamente difficile, o perché oggettivamente orribile da mangiare. La ricetta più originale verrà tentata come esperimento in uno dei prossimi post. Forse.
A volte bisogna adattarsi e improvvisare, perché non sempre la vita ti dà quello che vuoi. Contate che avrei voluto fare un'orata al sale ma al supermercato erano finite le orate e ho ripiegato su questa.
Un breve elenco di quello che ho utilizzato, che in genere quelli più precisi di me chiamano Ingredienti:
Una trota salmonata, rosmarino, timo, limone, vino bianco, pomodorini, olio.
Mancano le dosi, perché - come la volta scorsa - tutto si basa sul gusto di chi cucina, o di chi dovrà mangiare poi, sull'appetito (che potrebbe influire sulle dimensioni della trota), su particolari esigenze alimentari dei commensali (magari allergie, ovviamente chi non può mangiare pesce ha sbagliato ricetta) e su tanti altri fattori.
Grazie al cielo la trota salmonata era già pulita, ho potuto evitare la fatica di sviscerarla e squamarla. Ecco questa è un'interessante aggiunta all'elenco delle "cose che non ho mai fatto". Non sono un patito della cucina ittica, ma quando si tratta di mangiare partecipo sempre molto volentieri.
La preparazione è estremamente semplice. La prima mossa è accendere il forno, una temperatura di 175 °C è già sufficiente. Tutto quello che ho fatto, in sostanza, è stato infilare gli aromi nel ventre aperto del pesce; ho scelto un rametto di rosmarino e uno di timo (sotto), li ho coperti con qualche fetta di limone e prima di richiudere la bestia ho inserito un altro rametto di rosmarino e uno di timo (sopra). Chiaramente gli aromi vanno a piacere, quindi sbizzarritevi pure senza problemi, non sarò di certo io a sgridarvi.
Rassettato alla bell'e meglio l'animale, ho preso una teglia su cui ho posizionato un foglio di alluminio abbastanza lungo, ci ho adagiato sopra i pomodorini tagliati a spicchi e ho posizionato il pesce sopra i pomodorini. Ho irrorato il tutto con un filo d'olio extravergine, una spruzzata di vino bianco e qualche goccia di succo di limone. A posteriori vi dirò che il limone potevo anche evitarmelo, il gusto alla fine è rimasto prevalentemente acido, ritenterò e vi saprò dire.
Ho preso i lembi esterni del foglio di alluminio e li ho usati per chiuderlo intorno alla trota, con la precauzione di lasciare il cartoccio abbastanza largo. A questo punto il tutto è pronto per essere abbandonato nel forno che abbiamo acceso prima - o un altro, basta che sia in temperatura. in 20' dovrebbe essere sicuramente pronto, magari dopo il primo quarto d'ora controllate a che punto è.
Sfornatela e mangiatela calda o tiepida, ovviamente dopo averla scartocciata e pulita.
Bon appétit!
Concorso per i lettori! Scrivete nei commenti una ricetta che non avete mai fatto, o perché oggettivamente difficile, o perché oggettivamente orribile da mangiare. La ricetta più originale verrà tentata come esperimento in uno dei prossimi post. Forse.

MrCaeser, CCU e il pesce al cartoccio... comunque mi fai sempre venire fame! =)
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